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Su Gaza l’Italia s’è desta

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Manifestanti riempiono lo spazio del porto

Centinaia di manifestazioni si sono svolte contemporaneamente in tutta Italia, il 22 settembre, per fermare il genocidio in Palestina e per riaffermare il diritto alla vita e all’esistenza di quella popolazione.

C’è una grande novità rispetto alle mobilitazioni precedenti, come quella di Radio Gaza al Castello Ursino, di cui ci parla Nino Bellia.

In questo caso si è trattato di uno sciopero generale, proclamato dai sindacati di base, che ha “incontrato” la profonda indignazione di tantissime/i lavoratori/trici che, partecipando, hanno rinunciato a una giornata di stipendio.

Accanto a loro studenti, precari, comuni cittadini. Ovunque una massa enorme di manifestanti, a conferma di una sensibilità diffusa e della volontà di non tacere davanti alla barbarie. In particolare, va segnalata la presenza del mondo della scuola, da tempo non si vedevano tanti docenti manifestare, uniti dalla consapevolezza che la scuola deve educare alla pace.

Al centro di tutti i cortei lo stesso obiettivo: fare sì che i governi “occidentali”, compreso il governo Meloni, smettano di supportare Israele, interrompendo i rapporti politici, diplomatici, commerciali e la fornitura di armi.

Di fronte a una mobilitazione che ha coinvolto l’intera nazione, Argo, oggi, non vuole parlare solo delle tante manifestazioni siciliane, ma proporre alcune immagini che provengono da molte parti del Paese, perché oggi l’Italia ha detto no.

Bologna, il corteo blocca la tangenziale

Ancona, la folla dei manifestanti invade il Porto delle crociere

Lecce, si sfila innalzando rapprentazioni delle barche della Sumud Flotilla

Palermo

Torino, piazza Castello

Napoli

Piacenza, piazza Sant’Antonino

Caltanissetta

Bologna, ponte di Stalingrado

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