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Ex cinema Concordia, storia di una biblioteca e di uno spreco di risorse

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centro culturale dedicato ad Alberto Sordi, ex cinema Concordia - facciata su via Stella Polare con parte del murales, che qui rappresenta un marinaio

Era l’anno 1999 e con fondi in parte europei (FESR, FSE) e in parte nazionali, veniva finanziato il Programma di Iniziativa Comunitaria URBAN, finalizzato a promuovere un miglioramento durevole delle condizioni di vita delle città, in particolare dei quartieri più poveri e socialmente degradati.

Per Catania furono oggetto del programma alcuni quartieri del centro storico (Civita, S.Cristoforo, Antico Corso, Angeli Custodi) in cui le condizioni di disagio della popolazione erano legate a microcriminalità e controllo mafioso del territorio, con presenza di popolazione extracomunitaria e alta dispersione scolastica.

Uno degli interventi realizzati fu l’acquisto e la ristrutturazione dell’ex cinema Concordia di via Plaja, angolo con via Stella Polare, nel cuore del quartiere Angeli Custodi. Nell’adiacente quartiere di San Cristoforo, allo stesso scopo, venne acquistato e ristrutturato un altro cinema, il Midulla.

Due acquisti non previsti nel progetto iniziale ma avvenuti quando, per varie complicazioni, decadde l’ipotesi iniziale di utilizzare il deposito dell’Azienda Municipalizzata Trasporti.

L’obiettivo era quello di creare una struttura pubblica al servizio dei residenti, con un centro di aggregazione giovanile, una struttura di coordinamento per interventi a favore di minori ed adolescenti, una rete antiviolenza. E spazi per organizzare attività socio ricreative e socio culturali.

Per il Concordia vennero spesi complessivamente quasi tre milioni di lire e la grande sala del Centro venne utilizzata per eventi culturali, mostre, laboratori (anche se, nell’offerta di servizi al quartiere, si poteva fare di più). Nel 2003 ci fu l’intitolazione ad Alberto Sordi, attore simbolo dell’italiano medio con i suoi pregi e i suoi difetti, molto amato in ambienti popolari.

Nel 2008 entrò in funzione una biblioteca comunale che metteva a disposizione degli utenti non solo libri ma anche riviste e quotidiani, ed era un punto di riferimento per le scuole del territorio, il circolo didattico “Battisti”, la scuola “Andrea Doria”, i circoli didattici “Livio Tempesta” e “Caronda”. Da qualche anno la biblioteca, come altre biblioteche di quartiere, è “temporaneamente” chiusa per mancanza di personale. Una chiusura che, come abbiamo raccontato, poteva essere evitata.

Del senso di appartenenza nato nei confronti dell’ex cinema Concordia è prova l’iniziativa presa dalla prima municipalità, che – nel 2019 – affidò ad un pittore di street art, Salvo Ligama, la decorazione della facciata. Per la realizzazione del murales, che rappresenta la Provvidenza che protegge gli uomini in mare (Angeli Custodi era un quartiere di pescatori), i consiglieri della municipalità si auto-tassarono.

Neanche a dirsi, la presentazione del murales fu fatta in pompa magna dal sindaco Pogliese con altre autorità a fare dichiarazioni ‘di facciata’ (sic!).

Ma per quell’edificio si preparava un altro uso. Arrivavano, infatti, altri fondi europei, quelli del PNRR, Next generation Eu, che prevedevano anch’essi interventi per “inclusione e coesione” e per il contrasto a povertà e marginalità sociale. 

A questo scopo l’Europa di soldi ne ha destinati tanti, peccato che il modo di utilizzarli, senza un programma di ampio respiro, abbia reso inefficaci gli interventi e si sia risolto per lo più in uno spreco di risorse

Nel 2022 il Comune di Catania, capofila del distretto sanitario 16 che comprende Misterbianco e Motta Sant’Anastasia, sottoscrive un accordo con i distretti 12 (Adrano, Biancavilla, Santa Maria di Licodia) e 18 (Paternò , Belpasso, Ragalna), per formulare una proposta che intercetti i fondi del PNRR e ottiene un finanziamento per Housing temporaneo e Stazioni di Posta.

Per l’Housing temporaneo viene individuata la sede di via Delpino (500mila euro per la sistemazione strutturale, 210mila per la gestione), di proprietà comunale e già utilizzata come dormitorio pubblico. Per Stazioni di Posta si pensa agli ampi locali del Concordia, che sono in centro storico. Qui le cifre sono ancora più alte, quelle per la ristrutturazione ammontano a 910mila, mentre 180mila euro (60mila per tre anni) sono destinati alla gestione. 

Peccato che la struttura ospiti già un Centro di servizio al quartiere e una biblioteca che dovrà essere chiusa definitivamente proprio nel momento in cui il sindaco si propone di candidare Catania come Capitale della Cultura e dichiara ufficialmente “Rafforzeremo il Sistema Bibliotecario Civico che riprenda, in un unicum, anche le Biblioteche decentrate, con una modernizzazione dei servizi offerti e il completamento della catalogazione e digitalizzazione del patrimonio librario civico”.

E nel momento in cui le associazioni presenti nel territorio chiedono che, nell’uso dei fondi del cosiddetto decreto Caivano, destinati al comprensorio di San Cristoforo e quindi anche agli Angeli Custodi, si privilegi l’ambito della Educazione/formazione scolastica, come leggiamo nel documento Assieme per San Cristoforo del Cantiere per Catania. Anche se l’Amministrazione ha deciso altro.

Fatto sta che il progetto Housing temporaneo e Stazioni di Posta va avanti.

Stazione di Posta è stata aggiudicata alla Cooperativa Mosaico mandataria con Croce Rossa mandante, l’Housing alla Fondazione Ebbene con Trame di Quartiere, Mosaico e Croce rossa mandatari. A marzo 2025 la Giunta approva il progetto esecutivo, ad aprile l’aggiudicazione all’impresa D’Antoni Costruzione.

Visto che i tempi si sono allungati, dal Ministero arriva la sollecitazione – nelle more del completamento dei lavori di ristrutturazione – a “garantire i servizi programmati” con “alloggi ponte”, che vengono individuati dei locali in via Domenico Tempio laddove dove ha sede la Direzione Politiche Sociali. 

Una destinazione transitoria che fa nascere interrogativi sulla esistenza di locali disponibili ma non adoperati a fini di utilità sociale.

Quanto al Concordia, destinarlo a Stazioni di Posta significa togliere al quartiere un servizio che, evidentemente, è stato ritenuto inutile (se anche fosse, ci sarebbe da chiedersi se poteva essere meglio gestito). E comporta lo smantellamento dell’unica biblioteca pubblica esistente nell’area. Che fine faranno i libri? 

E come si coniuga questo intervento con la scelta di investire i soldi del decreto Caivano, destinati al contrasto della povertà educativa e del disagio giovanile, nella trasformazione della via Plaja in una rambla per turisti?

(Ringraziamo Cinzia Colajanni per le competenze messe a disposizione della città)

1 Comment

  1. come al solito questa amministrazione comunale di destra così come le precedenti , (Pogliese, Stancanelli ) sono bravissimi negli annunci e nella propaganda, salvo poi rimangiarsi tutto a scapito della collettività e in favore dei loro interessi particolari e clientelari per trarne vantaggio
    elettorale, ecchisenefrega, del disagio giovanile della povertà educativa , dell’abbandono scolastico, anzi meglio perché così loro possono continuare a controllare manipolare e influenzare quella fascia di cittadinanza
    meno scolarizzata ed emancipata….

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