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Boschetto della Plaja, c’era una volta un polmone verde

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parco avventura al Boschetto

Pubblichiamo un contributo di Cinzia Colajanni, già dipendente del Comune, da sempre interessata alle questioni socio-ambientali della città

In questi giorni sono circolate immagini di grande degrado del Boschetto della Plaja. Aree picnic infestate da sterpaglie, cestini invisibili, piste ciclabili invase da erbacce, il laghetto diventato una pozza stagnante con alghe e rifiuti a galleggiare, pezzi di corde del Parco Avventure dismesso ancora attaccate agli alberi.

Eppure qualche giorno fa l’assessore Pesce durante un consiglio comunale ci ha descritto con quale cura, sei mesi fa, è stato effettuato il restyling del Boschetto da lui stesso curato. Non aveva idea della situazione attuale.

Un breve excursus della vita del Boschetto ci farà comprendere come il Boschetto non abbia mai avuto l’attenzione che meriterebbe un così importante polmone verde della città.

Il Boschetto della Plaja, nato nel 1985, ha la qualifica di Bosco essendo provvisto dei requisiti di legge di cui alla L.R. 16/1996 ed è sottoposto a vincolo paesaggistico con D.M. del 23.06.56. Inoltre l’area è interessata in parte da vincoli idrogeologici.

Nel 1991 l’Amministrazione Comunale ha incaricato dei professionisti per eseguire indagini, studi e rilievi all’interno del Boschetto al fine di elaborare un programma di interventi volti al suo recupero. Malgrado l’approvazione da parte della Giunta Comunale del Programma di riqualificazione ambientale del Boschetto e l’affidamento dei lavori all’Azienda Forestale da parte del Commissario Regionale (delibera n.147 del 25.09.1992) e malgrado i lavori fossero a totale carico dell’Azienda Forestale, l’allora Giunta Bianco non portò avanti il progetto di riqualificazione.

La città vorrebbe sapere quanto è stato speso per gli studi dei professionisti e per quale motivo l’amministrazione di allora ha rifiutato un intervento gratuito. La Corte dei Conti avrebbe qualcosa da ridire?

La seconda Giunta Bianco, invece di valutare la possibilità di fare quello che aveva omesso di realizzare, ha pensato di risolvere il “problema Boschetto” creando un Parco Avventura.

Così nel 2014 ha indetto una gara per la realizzazione e gestione di un Parco Avventura all’interno del Boschetto della Plaja con le economie di un progetto approvato dal Ministero dell’Ambiente.

Il Ministero con Decreto del 1990 finanziava, con fondi di una legge nazionale, progetti di occupazione aggiuntiva di giovani disoccupati iscritti nelle liste di collocamento. Riguardavano, tra l’altro, la salvaguardia e la valorizzazione ambientale dei parchi e delle riserve naturali nazionali e regionali. Il finanziamento era subordinato alla formale accettazione, da parte dei legali rappresentanti di tutti gli enti, di una precisa condizione.

Per ciascun progetto proposto “la ripartizione dei costi riconosciuti nelle sue diverse componenti deve prevedere che almeno il 70% del finanziamento, al netto d’IVA sia finalizzato all’attivazione dei contratti lavoro”. Il Comune di Catania ha ottenuto un finanziamento di euro 1.032.913,20.

Leggendo il capitolato d’appalto del Parco Avventura veniamo a conoscenza che l’Amministrazione comunale, nell’ambito del Progetto finanziato dal Ministero (Progetto 62) “ha provveduto a formare giovani disoccupati per attività di valutazione di stabilità e per lavori su fune, volti anche al miglioramento funzionale delle attività all’interno del Boschetto della Plaja”. Ancora nel capitolato leggiamo che il soggetto che gestirà il Parco Avventura deve prevedere eventuale impiego di personale formato nell’ambito del progetto di formazione predisposto dal Comune di Catania e denominato “Progetto 62”.

A maggio 2015 la Rete La Ragna-Tela ha organizzato un convegno sui parchi di Catania: in quell’occasione è stato lanciato un appello per salvare il Boschetto della Plaja dalle conseguenze della realizzazione di un Parco Avventura: “Da decenni si conoscono le gravi condizioni legate alla fragilità della vegetazione, in cui versa questo meraviglioso polmone verde della nostra città. Problematiche che né le passate amministrazioni, né l’attuale hanno voluto affrontare. Al contrario si è provveduto a realizzare un intervento, il Parco Avventura, non consono e soprattutto dannoso per il Boschetto”.

I lavori del Parco Avventura sono stati ultimati nel settembre del 2016 e collaudati nel dicembre 2016. Il contratto prevedeva un corrispettivo per l’appaltatore di euro 60.000,00 per la realizzazione dei percorsi e l’espletamento da parte dell’appaltatore di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria del verde del Boschetto per tutta la durata della gestione (dodici anni) per un valore medio annuo di euro 30.000,00. Nel Giugno del 2016 è stata fatta richiesta di accesso agli atti per visionare i nulla osta relativi alla realizzazione del parco avventura chiedendo anche se questi nulla osta fossero stati allegati al progetto presentato dalla ditta aggiudicataria. Gli atti non sono mai stati acquisiti.

Nell’aprile 2017 La Rete La Ragna-Tela ha organizzato una conferenza stampa per denunciare una situazione di pericolo che si era venuta a creare all’interno del Boschetto. La ditta appaltatrice aveva completato la realizzazione del Parco Avventura e aveva ricevuto il corrispettivo previsto ma inspiegabilmente aveva abbandonato la struttura. La ditta dichiarava che per operare aspettava il permesso del Comune. Il Comune dichiarava che, essendo una struttura mobile, non occorrevano permessi. Euro 60.000,00 dati alla ditta per montare i percorsi; nessuna manutenzione in cambio; Parco non funzionante. La Corte dei Conti avrebbe qualcosa da ridire?

Attualmente è sorta una diatriba circa la proprietà di un’area che alcuni dicono essere una parte del Boschetto della Plaja concessa ad un supermercato nel 1998 dall’allora Giunta Bianco, mentre altri asseriscono che sia proprietà privata.

Nell’ottobre 2017 il Comune di Catania partecipa ad un Avviso pubblico in attuazione del PO FERS 2014-2020 “Interventi per la tutela e la valorizzazione di aree di attrazione (aree protette in ambito terrestre e marino, paesaggi tutelati) tali da consolidare e promuovere processi di sviluppo” e presenta l’intervento denominato “Tutela e Valorizzazione del Boschetto della Plaja”. Propone opere per la regimazione delle acque meteoriche e per favorire la rinaturalizzazione di aree degradate del Boschetto. Importo richiesto 7.500.000,00. Per accedere ai fondi occorreva ottenere almeno un punteggio di 65/100. Il Comune ottenne 46 punti e il progetto non venne finanziato.

Nella relazione tecnico-descrittiva allegata al progetto leggiamo che l’area ha una estensione di circa 28 Ha e che nel 1998, sull’area privata posta ad ovest del Boschetto della Playa, fu costruito un centro commerciale con ingresso da via San Giuseppe La Rena il cui parcheggio confina e comunica con lo stesso parco.

Il Comune di Catania, quindi, dichiara che il terreno sul quale è stato costruito il supermercato ex Auchan è un terreno privato. Ma nella pubblicazione del CERSSAM (Centro Ricerche e Studi per lo Sviluppo dell’agricoltura meridionale) del 1993 che raccoglie il lavoro dei professionisti che, come abbiamo detto, erano stati incaricati nel 1991 di preparare un programma di interventi volti al recupero del Boschetto si parla di una area boscata di circa 45 ettari. Sorge spontanea una domanda: che fine hanno fatto i 17 ettari di differenza? Forse sono stati venduti ad un privato? Attendiamo risposte.

3 Comments

  1. Immaginatevi, quindi, cosa potranno vedere e constatare i partecipanti alla attività di sabato 20 settembre, nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, organizzata anche dal Comune di Catania.
    Dal sito https://www.comune.catania.it/vivere-il-comune/allegati/programma-definitivo-attivita-previste-sems-2025-rev2-1.pdf
    (dalle ore 9.00 alle ore 12.00 – presso il Boschetto della Playa) – Attività naturalistico-educativa dal titolo “Radici nel Futuro: esplorazione e rinascita del Boschetto”che si svolgerà lungo un percorso guidato che si snoderà all’interno del parco che coinvolgerà le nuove generazioni (studenti delle scuole) in un’esperienza formativa che promuoverà la biodiversità, la cittadinanza attiva, la connessione tra natura e mobilità sostenibile consapevole, in linea con il tema della settimana.
    (Attività svolta a cura dell’Associazione Orione con la partecipazione del Liceo Scientifico Galileo-Galilei).

  2. Piu volte nell’articolo si fa riferimento alla Corte dei conti per queste spese effettuate per il boschetto della plaia. Ma c’è qualcuno che ha fatto esposti o denunce a tale istituzione?

  3. Gode di una grande dovizia di particolari ed è molto corretto lo scritto di Cinzia Colajanni dal punto di vista storico e giuridico… ci riconosciamo nelle nostre lotte per il verde pubblico a Catania quelle e quelli che sollecitati dalla passione e dalla preparazione di Cinza la seguimmo con serietà e disciplina mettendo a ferro e fuoco chi al comune Catania doveva proteggere il verde pubblico e in primis il boschetto della Plaja…vorrei ricordare la bella iniziativa della Ragna Tela nel 2017 realizzata al Boschetto von altre realtà cittadine che intitolammo ” Pic nic di parole” durante la quale recitammo poesie di forte significato ecologico ed esponemmo tra gli alberi le opere di cartapesta dell’ artista Concetta Rovere.

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