Ma dove erano i giornalisti?

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libertà_informazioneNon ci sono dubbi. Non c’è solo l’ attacco alla libertà di informazione nelle intenzioni del governo e del premier Berlusconi. O meglio c’è un disegno autoritario che va oltre la libertà di stampa. Che mira direttamente ad attentare alle libertà democratiche e a modificare la nostra costituzione. Lo hanno detto tutti gli intervenuti all‘incontro cittadino promosso dalla sezione di Catania dell’Anpi che si è tenuto nel bellissimo cortile della Cgil di via Crociferi. Un incontro in vista della manifestazione romana del 19 settembre.
“Dietro c’è l’attacco ai diritti sociali” ,  ha detto Mimmo Cosentino che ha poi messo in guardia da una guerra a Berlusconi  dichiarata solo sul terreno degli scandali. E per scendere praticamente sul piano dei diritti sociali è stata data la parola a una precaria della scuola, Giovanna Nastasi. Una per rappresentare i 1500 docenti catanesi e i 7800 che resteranno senza lavoro in tutta la Sicilia.
“Conoscere per partecipare” – così Ettore Palazzolo, docente della facoltà di giurisprudenza dell’università di Catania – “conoscere come prerequisito per la democrazia“. E poi ancora Domenico Stimolo della segreteria dell’Anpi, Giusi Milazzo della Cgil, e Fabio D’Urso, Renato Camarda e  Riccardo Orioles con un intervento per iscritto.
Belle parole, giuste e indignate, contro la barbarie di questa epoca di emergenza democratica. Ma una nota a margine: mancavano i giornalisti con contratto di lavoro nella carta stampata e nelle televisioni. C’erano i precari e gli operatori di una stampa che si sforza di essere alternativa alla testata dominante, qualche pensionato e … basta. Un paradosso che ha fatto notare Pinella Leocata, giornalista e sindacalista di grande valore. Dove erano gli altri? E non c’erano perchè impegnati al desk e nella prima linea della cronaca o piuttosto perchè non toccati dal problema. ” Chi se ne frega… finchè mi pagano lo stipendio..!”

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